Studio Legale Ollari
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Notizia 18/05/2020

In Toscana il cartelli di cantiere fa decorrere alcuni termini per impugnare





Pubblicato il 06/12/2019

N. 01667/2019 REG.PROV.COLL.

N. 01718/2017 REG.RIC.



REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana

(Sezione Prima)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 1718 del 2017, integrato da motivi aggiunti, proposto da
Giuseppe Rogantini Picco, rappresentato e difeso dagli avvocati Giuseppe Morbidelli e Alfonso Viscusi, con domicilio eletto presso lo studio Giuseppe Morbidelli in Firenze, via La Marmora n. 14;
contro

Comune di Bagno a Ripoli (FI), in persona del Sindaco in carica, rappresentato e difeso dall'avvocato Roberto Ollari, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso il suo studio in Parma, Borgo Zaccagni n. 1;
Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e per le Province di Pistoia e Prato, in persona del legale rappresentante in carica, rappresentati e difesi dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Firenze, domiciliataria ex lege presso i suoi uffici in Firenze, via degli Arazzieri n. 4;
Enac - Ente Nazionale Aviazione Civile, Enav s.p.a.- Ente Nazionale di Assistenza al Volo non costituiti in giudizio;
nei confronti

Telecom Italia s.p.a., Rfi – Rete Ferroviaria Italiana s.p.a. – Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane non costituiti in giudizio;
Tim S.p.A., rappresentato e difeso dagli avvocati Giuseppe De Vergottini e Simone Mazzoni, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso lo studio Jacopo Sanalitro in Firenze, viale Spartaco Lavagnini n. 15;
per l'annullamento

per quanto riguarda il ricorso introduttivo:

autorizzazione Unica SUAP n. 5001/2017 del 27.7.2017, rilasciata dal Comune di Bagno a Ripoli ai sensi dell'art. 87 del D.lgs. 259/2003 per la realizzazione da parte di Telecom Italia S.p.a. di una Stazione Radio Base denominata “FI VILLAMAGNA TAV” (FY3E) da eseguirsi in Via di Rimaggio snc c/o Area di Triage RFI (provvedimento conosciuto in data 19.10.2017 all'esito dell'istanza di accesso agli atti presentata in data 13.10.2017); autorizzazione paesaggistica n. 46 del 12.7.2017, rilasciata dal Comune di Bagno a Ripoli per la realizzazione della stazione radio base per telefonia mobile anzidetta (provvedimento conosciuto in data 19.10.2017 all'esito dell'istanza di accesso agli atti presentata in data 13.10.2017); nonché per l'annullamento per quanto occorrer possa, di tutti gli atti comunque connessi, presupposti e conseguenti, se lesivi, ivi inclusi il parere di conformità urbanistica rilasciato dal Settore Urbanistica del Comune di Bagno a Ripoli in data 27.7.2017, prot. n. 26032 e il parere favorevole reso dalla Commissione Comunale per il Paesaggio in data 26.4.2017.

per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati il 28\2\2019:

- nota ENAC prot. 0055852-P del 31.5.2017 recante oggetto “Istanza per palo /antenna di stazione radio base di proprietà della Società Telecom Italia nel Comune di Bagno a Ripoli (FI), via di Rimaggio snc (MW 110_2017) - Valutazione di compatibilità ostacoli e pericoli alla navigazione aerea ex art. 709, comma 2, Cod. Nav.”, conosciuta all'esito del relativo deposito nel giudizio, Sez. I, R.G. 1718/2017 in data 27.12.2019 (prot. deposito atto n. 2018018719)

- per quanto occorrer possa, di tutti gli atti comunque connessi, presupposti e conseguenti, se lesivi, ivi inclusi il parere ENAV prot. 73859 dell'8.5.2017 (ENAC - PROT 8.5.2017-0046112-A) - non prodotto ex adverso agli atti del giudizio;

e per l'introduzione di nuove censure a sostegno del ricorso proposto per l'annullamento

- dell'autorizzazione unica SUAP n. 5001/2017 del 27.7.2017, rilasciata dal Comune di Bagno a Ripoli ai sensi dell'art. 87 del D.lgs. 259/2003 per la realizzazione da parte di Telecom Italia s.p.a. di una stazione radio base denominata “FI VILLAMAGNA TAV” (FY3E) da eseguirsi in Via di Rimaggio snc c/o area di triage RFI (provvedimento conosciuto in data 19.10.2017 all'esito dell'istanza di accesso agli atti presentata in data 13.10.2017);

- dell'autorizzazione paesaggistica n. 46 del 12.7.2017, rilasciata dal Comune di Bagno a Ripoli per la realizzazione della stazione radio base per telefonia mobile anzidetta (provvedimento conosciuto in data 19.10.2017 all'esito dell'istanza di accesso agli atti presentata in data 13.10.2017);

- per quanto occorrer possa, di tutti gli atti comunque connessi, presupposti e conseguenti, se lesivi, ivi inclusi il parere di conformità urbanistica rilasciato dal Settore Urbanistica del Comune di Bagno a Ripoli in data 27.7.2017, prot. n. 26032 ed il parere favorevole reso dalla Commissione Comunale per il Paesaggio in data 26.4.2017.


Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 18 settembre 2019 il presidente Manfredo Atzeni e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.


FATTO e DIRITTO



1. Il signor Giuseppe Rogantini Picco è proprietario di diverse aree urbane nel Comune di Bagno a Ripoli (Foglio 16 - Particelle 10, 743, 11, 12, 13, 14, 1775, 211 e 705).

Con ricorso a questo Tribunale, notificato il 18 dicembre 2017, depositato il successivo 29 dicembre e rubricato al n. 1718/2017, impugna l’autorizzazione unica SUAP n. 5001/2017 del 27 luglio 2017 e l’autorizzazione paesaggistica n. 46/2017 del 19 ottobre 2017 con le quali il Comune di Bagno a Ripoli ha assentito la realizzazione da parte di Tim s.p.a. (già Telecom Italia s.p.a.) di una stazione radio base (SRB) denominata “FI VILALMAGNA TAV” da eseguirsi in area limitrofa a quella di sua proprietà (Foglio 16 - Particelle 876 e 877).

Il ricorso è affidato ai seguenti motivi:

1) Violazione e falsa applicazione art. 3 L. 7.8.1990, n. 241;

- Violazione e falsa applicazione art. 146 D.lgs. 22.1.2004, n. 42;

- Violazione e falsa applicazione DM 30.10.56 e artt. 4.c.1. e 4.c.4 della sezione “C” della scheda di vincolo del PIT;

- Eccesso di potere per carenza di presupposti, travisamento dei fatti, carenza di istruttoria, difetto di motivazione ed illogicità manifesta.

2) Violazione e falsa applicazione art. 3 L. 7.8.1990, n. 241;

- Violazione e falsa applicazione DM 28.10.2005;

- Violazione e falsa applicazione art. 709 r.d. 30.3.1942, n. 327 (Cod. Nav);

- Violazione e falsa applicazione delle prescrizioni di cui al documento ENAC recante oggetto “Verifica Preliminare - Verifica Potenziali ostacoli per pericoli per la navigazione aerea”;

- Violazione e falsa applicazione art. 87, d.lgs. 259/2003;

- Eccesso di potere per carenza di presupposti, travisamento dei fatti, carenza di istruttoria, difetto di motivazione ed illogicità manifesta.

3. Violazione e falsa applicazione artt. 9 e 17 LRT 6.10.2011, n. 49.

- Eccesso di potere per violazione del principio del giusto procedimento, difetto di istruttoria e carenza assoluta di motivazione.

4. Violazione e falsa applicazione art. 87, comma 4, D.lgs. 1.8.2003, n. 259;

- Eccesso di potere per violazione del principio del giusto procedimento, difetto di istruttoria e carenza assoluta di motivazione.

A sostegno della domanda il ricorrente deduce che l’assentita realizzazione di una SRB di 28 metri di altezza in un’area di rilevante valore paesaggistico e di notevole interesse pubblico (in quanto destinata all’atterraggio di elicotteri per la gestione delle emergenze in caso di sinistri nella prospiciente rete ferroviaria) si pone in contrasto con il vincolo paesaggistico caratterizzante l’area ex d.m. 30 ottobre 1956 e interferisce con l’operatività in sicurezza della piazzola destinata all’elisoccorso.

Il ricorrente chiede quindi l’annullamento dei provvedimenti impugnati.

Si è costituito in giudizio il Comune di Bagno a Ripoli, sostenendo in via pregiudiziale l’irricevibilità e l’inammissibilità del ricorso e nel merito, in ogni caso, la sua infondatezza.

La Soprintendenza Archeologica delle Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e per le Province di Pistoia e Prato e il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo si sono limitate ad una costituzione pro-forma.

Si è costituita in giudizio anche la controinteressata Tim s.p.a. (già Telecom Italia s.p.a.), affidando la difesa a eccezioni comuni a quelle proposte dal Comune resistente.

Le parti hanno quindi scambiato memorie.

In vista della discussione nel merito, Tim s.p.a. ha depositato la nota ENAC (Ente Nazionale per l'Aviazione Civile) prot. 0055852-P del 31 maggio 2017 recante “Valutazione di compatibilità ostacoli e pericoli alla navigazione aerea” resa ex art. 709, comma 2, cod. nav. e in data 11 gennaio 2019 ha depositato l’istanza volta al rilascio del parere medesimo unitamente ai documenti a supporto, allegati grafici e parere del Comando 1^ Regione Aerea dell’Aeronautica Militare a supporto.

Il Tribunale, dato atto della necessità espressa dal ricorrente di proporre motivi aggiunti su atti conosciuti solo a seguito del deposito giudiziale e su richiesta delle parti stesse, disponeva la cancellazione della causa dal ruolo.

2. Con motivi aggiunti notificati in data 21 dicembre 2018 il ricorrente ha impugnato la suddetta nota ENAC, nonché ogni atto connesso, presupposto e conseguente a tale nota, tra cui il parere ENAV (Ente Nazionale per l'Assistenza al Volo) prot. 73859 dell’8.5.2017, non prodotto in giudizio.

Il ricorrente ha dedotto illegittimità per violazione di legge ed eccesso di potere in quanto la predetta nota sarebbe stata rilasciata senza svolgere alcun accertamento sulla compatibilità della SRB con l’elisuperficie tanto da omettere qualsiasi riferimento in merito, con la conseguenza che l’autorizzazione unica SUAP n. 5001/2017 resterebbe in sostanza priva della necessaria valutazione ENAC.

Si è costituito in giudizio il Comune di Bagno a Ripoli, riproponendo le tesi difensive contenute nel giudizio principale e chiedendo il rigetto del ricorso.

Le parti hanno scambiato memorie.

La causa è stata assunta in decisione alla pubblica udienza del 18 settembre 2019.

3. Il ricorrente contesta i provvedimenti con i quali il Comune di Bagno a Ripoli ha assentito la realizzazione di una SRB, in violazione delle norme a tutela della proprietà, dell’uso del territorio, della salute e dell’ambiente e del notevole interesse pubblico dell’area interessata dall’intervento come impresso dal d.m. 30 ottobre 1956, che ha sottoposto l’area a tutte le prescrizioni di cui alla legge 29 giugno 1939, n. 1497 “Protezione delle bellezze naturali”.

Deve essere precisato, preliminarmente, che il ricorrente di fatto si duole ex se della realizzazione dell’opera, senza svolgere alcuna contestazione attinente l’intervento-tipo autorizzato e senza avanzare concrete pretese in termini di mitigazione dell’impatto dell’opera sullo stato esteriore della località e di contenimento del disturbo alla bellezza naturale e panoramica dell’insieme.

4 Il Collegio prende preliminarmente in esame le eccezioni di rito sollevate dall'Amministrazione resistente e dalla controinteressata nella proprie memorie difensive.

4.1. Queste ultime eccepiscono l’inammissibilità del ricorso introduttivo per difetto di interesse sul presupposto della insufficienza della vicinitas a sorreggere un concreto ed attuale interesse a ricorrere in assenza della allegazione di una lesione specifica alla propria sfera giuridica.

L’eccezione deve essere disattesa.

Nel caso di specie l’interesse del ricorrente si fonda non sull’applicazione astratta del criterio della vicinitas ma sulla concreta incidenza del manufatto in questione sul godimento dell’immobile di sua proprietà.

Ed invero non può essere contestato che la vicinanza di una costruzione in metallo dell’altezza di 28 metri incida sul pregio delle aree circostanti, quanto meno sotto il profilo dell’amenità della vista che da esse si gode.

Deve quindi essere riconosciuto l’interesse del ricorrente a impugnare gli atti in epigrafe.

4.2. Le parti resistenti eccepiscono poi l’irricevibilità del ricorso introduttivo per tardività, in quanto notificato in data 18 dicembre 2017 e quindi oltre i termini di decadenza; questi infatti decorrono, a loro avviso, dal giorno 3 agosto 2017, data di apposizione del cartello di cantiere di cui all’art. 20, comma 6, d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, recante gli estremi del titolo edilizio e la tipologia di intervento e contestuale inizio dei lavori.

Il ricorrente afferma di avere avuto piena ed effettiva conoscenza della tipologia e delle caratteristiche dell’intervento nonché delle dedotte carenze istruttorie in data 19.10.2017 solo in esito all’accesso agli atti e, in ogni caso, di avere avuto percezione diretta della entità delle opere e piena contezza della loro capacità lesiva in data 27.10.2017, termine di conclusione dei lavori.

Sul punto, deve convenirsi con il ricorrente che l'esposizione del cartello di cantiere non integra, in sé, una forma di conoscenza legale dell’autorizzazione alla realizzazione dell’opera.

Tuttavia, alla stregua dei principi enucleati dalla giurisprudenza, deve essere rilevato che la prova di una conoscenza anticipata da parte di chi eccepisce la tardività del ricorso può essere data anche a mezzo di presunzioni, quale l'esposizione del cartello di cantiere contenente - evidentemente - precise indicazioni sull'opera da realizzare (C.d.S., IV, 22 gennaio 2019, n. 534; 23 maggio 2018, n. 3075; 25 ottobre 2017, n. 4931; 4 dicembre 2017, n. 5675; 15 novembre 2016, n. 4701).

Nel caso di specie, i resistenti e lo stesso ricorrente confermano che il cartello di cantiere, esposto il 3.8.2017, conteneva l’indicazione del titolo autorizzatorio e dell’oggetto dell’intervento.

Osserva il Collegio che la descrizione delle opere riportata sul cartello (“Realizzazione SRB”) appare sufficientemente specifica allo scopo di consentire di apprezzarne le possibili ricadute negative a carico delle aree interessate dall’intervento e di quelle confinanti, e a onerare i proprietari vicini di immediata attivazione per accertare la sussistenza di un concreto e illecito pregiudizio.

E’ di comune esperienza che le SRB, infrastrutture base della telefonia cellulare, composte da antenne ricetrasmittenti poste a notevole altezza su tralicci di sostegno a loro volta collocati in posizione rialzata rispetto all'area di copertura della cella radio, hanno per natura e inevitabilmente un forte impatto visivo.

Il cartello di cantiere quindi ha reso noto l’inizio dei lavori per la realizzazione di un’opera sicuramente di notevole incidenza sull’ambiente circostante, sufficiente quindi per far sorgere in capo ai soggetti negativamente colpiti l’onere di impugnare il permesso di costruire.

Afferma quindi il Collegio che la potenzialità lesiva del titolo edilizio - immediatamente percepibile con l’esposizione del cartello di cantiere e l’inizio lavori – ha fatto sorgere in capo al ricorrente un onere di immediata attivazione quanto meno finalizzato ad accedere ai documenti per contestare le determinazioni amministrative.

Sicché la dedotta piena conoscenza dei provvedimenti impugnati (alla data del 13 ottobre in esito ad istanza di accesso) è soltanto apparentemente tale e dunque è irrilevante, non potendo un tardivo accesso ai documenti costituire atto idoneo a riaprire i termini di impugnazione.

Da quanto ora esposto si ricava che, in accoglimento dell'eccezione sollevata dal Comune resistente e dalla controinteressata, il ricorso introduttivo deve essere dichiarato irricevibile per tardività.

5. Il Collegio ritiene comunque di esaminare il merito del ricorso, allo scopo di giungere a una pronuncia maggiormente satisfattiva.

5.1. Con il primo motivo il ricorrente lamenta la violazione degli art. 146, d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 e art. 4, commi 1 e 4, d.m. 30 ottobre 1956 giacché il Comune di Bagno a Ripoli avrebbe autorizzato la realizzazione della SRB in area di rilevante pregio paesaggistico in violazione del vincolo impresso dal d.m. citato e delle prescrizioni ivi richiamate. Sul punto, sostiene che la prescrizione contenuta nell’autorizzazione paesaggistica a tutela del valore paesaggistico “che il palo portante sia realizzato con colorazione scalare dal verde al celeste per un miglior inserimento nel contesto” non sia sufficiente a preservare il contesto naturalistico del paesaggio in conseguenza, per ciò solo e a prescindere dalla colorazione richiesta, dell’impatto visivo che l’antenna rappresenta (28 m. di altezza) e delle interferenze negative con le visuali panoramiche, che limita e a cui si sovrappone. Sotto tale profilo, i provvedimenti impugnati sarebbero illegittimi altresì per motivazione illogica e istruttoria carente.

La doglianza deve essere respinta.

Questo Collegio deve rilevare che, di regola, la salvaguardia dei luoghi oggetto di tutela paesaggistica, nel caso di specie a protezione delle bellezze naturali, può concorrere con l’interesse generale e il carattere di pubblica utilità dell’intervento di installazione di una stazione radio base.

Nel caso ad esame l’Amministrazione ha assentito l’intervento sul rilievo attribuito alla percezione del contesto paesaggistico di riferimento.

Invero, l’impianto di telefonia si inserisce in un contesto di area edificata e caratterizzata dalla presenza di una zona di emergenza destinata al primo soccorso (elisuperficie) posta a ridosso della rete ferroviaria direttissima Firenze-Roma, ossia interessa una superficie priva dei caratteri di assoluta naturalità, per quanto circondata da territori di pregio.

Ritiene il Collegio che i provvedimenti impugnati restano immuni dalle censure dedotte dal ricorrente, considerato che il parametro per la valutazione paesaggistica va individuato nelle specifiche prescrizioni di tutela del vincolo paesistico e che il giudizio in ordine alla compatibilità di un intervento, rispetto al vincolo medesimo, è connotato da un’ampia discrezionalità tecnico-valutativa, poiché implica l’applicazione di cognizioni scientifiche specialistiche proprie dei settori disciplinari caratterizzati da margini di opinabilità.

Dai provvedimenti impugnati non emergono profili di travisamento dei fatti, di incoerenza e di illogicità, tali da inficiare la valutazione discrezionale compiuta.

Anche la motivazione appare sufficientemente logica e coerente con riferimento all’inserimento paesaggistico dell’opera e all’osservazione che l’intervento insiste in un contesto edificato, per quanto a preminente carattere di naturalità.

Pertanto il dedotto motivo deve essere respinto.

5.2. Il secondo motivo del ricorso e il primo e secondo motivo dei motivi aggiunti possono essere esaminati congiuntamente, considerato il profilo sostanzialmente unitario delle questioni dedotte.

Con il secondo motivo del ricorso è dedotta la violazione dell’art. 709 cod. nav. per avere l’Amministrazione autorizzato l’intervento in area cosiddetta di Triage collocata nelle immediate vicinanze della rete ferroviaria Firenze – Roma (area di emergenza destinata al primo soccorso e allo smistamento delle persone in caso di sinistro stradale, destinata anche al decollo e all’atterraggio di aerei nell’ambito del servizio medico di emergenza ex d.m. 28 ottobre 2005) in assenza del parere di compatibilità aeronautica di ENAC.

Tim S.p.A. in data 27.12.2018 ha depositato la nota ENAC prot. 0055852-P del 31.5.2017 recante “Valutazione di compatibilità ostacoli e pericoli alla navigazione aerea” resa ex art. 709, comma 2, Cod. Nav.

La questione pertanto è da considerarsi superata.

5.3 Inoltre, il ricorrente denuncia l’illegittimità dei provvedimenti impugnati in quanto la SRB, costituirebbe un pericolo per l’operatività in sicurezza della rete ferroviaria in caso di ribaltamento del palo, considerata la distanza dalla rete ferroviaria (35 m) e che le attrezzature tecniche annesse alla cima del palo (alto 28 m) potrebbero sganciarsi ed ostruire la rete ferroviaria.

La censura deve essere disattesa.

L’elaborato progettuale contempla una struttura portante principale del tipo palo a traliccio metallico completata dai attrezzature tecniche esterne e aderenti in cima, quale elemento progettuale e strutturale del traliccio.

Le attrezzature esterne, incidendo sul prospetto delle opere, non possono che essere esse stesse parti del traliccio e costituire necessario punto di rilevamento della distanza dalla rete ferroviaria che il progetto ha preso a riferimento.

Il ricorrente lamenta genericamente una situazione di possibile pericolo ma non fornisce alcuna illustrazione della misurazione contestata per l’ipotesi di ribaltamento del palo né spiega quali siano i fattori (caratteristiche tecniche e dimensione delle attrezzature esterne) che impediscano di condividere i valori indicati a progetto.

5.4 Con il primo e secondo motivo dell’atto di motivi aggiunti, di comune tenore, il ricorrente lamenta che la nota ENAC sarebbe illegittima per violazione dell’art. 709 cod. nav. e per difetto di istruttoria in quanto non sorretta da valutazione alcuna circa le possibili interferenze della SRB con l’operatività in sicurezza dell’elisuperficie e che pertanto l’autorizzazione SUAP, che presuppone questo atto, resterebbe in sostanza priva della necessaria valutazione di compatibilità aeronautica.

La censura non può essere accolta.

E’ emerso in fatto che la base operativa destinata al servizio medico di emergenza con elicotteri (HEMS), con annessa elisuperficie che serve appunto la base operativa, è stata a suo tempo regolarmente approvata da ENAC e attualmente funzionante (p. 8 ricorso).

Poiché l'area interessata all'edificazione è limitrofa all’elisuperficie, con istanza del 24.2.2017 Tim chiedeva il parere alche all'ENAC ed all'ENAV.

L’ENAV, con l’impugnato parere, a seguito di specifica istruttoria valutativa e sulla base di apposito parere espresso da ENAV, in data 31.5.2017 ha dichiarato che la SRB di cui si discute non costituisce ostacolo alla navigazione e ha espresso parere favorevole alla realizzazione dell'impianto per cui è causa ex art. 409 cod. nav.

Osserva il Collegio che il giudizio affidato all’ENAC è connotato da un'ampia discrezionalità tecnico-valutativa, poiché implica l'applicazione di cognizioni tecniche specialistiche proprie di un settore scientifico caratterizzato da ampio margine di opinabilità.

Osserva poi il Collegio che ENAC ha valutato la compatibilità della SRB con la sicurezza della navigazione aerea, senza fare formale riferimento alle interferenze possibili con la corretta funzionalità dell’elisuperficie.

Deve peraltro essere rilevato che il palo si pone a distanza di 30 m dal centro dell’elisuperficie.

Considerata tale situazione di fatto, è agevole affermare che la disamina compiuta da ENAC ha necessariamente riguardato anche il rapporto fra la struttura e l’elisuperficie: l’impianto, invero, proprio in ragione della sua collocazione topografica, costituisce un potenziale ostacolo lungo le traiettorie di decollo e atterraggio degli elicotteri, ed è inverosimile che sia stato trascurato dall’ENAC.

Deve quindi ritenersi che il parere positivo dell’ENAC si riferisca anche al rapporto fra la SRB e l’elisuperficie in questione, pur non nominata espressamente.

È quindi opinione del Collegio che l’apprezzamento compiuto da ENAC sia stato condotto sulla base di una corretta e inevitabile ricostruzione dello stato dei luoghi, e si sottrae pertanto alle dedotte censure di violazione di legge e di incompletezza della valutazione.

5.5. Con il terzo motivo il ricorrente lamenta che il Comune avrebbe dovuto rilasciare il titolo il titolo abilitativo in forza del Piano di sviluppo che è fatto obbligo a Tim presentare ogni anno ai sensi degli artt. 9 e 17, comma 8, l.r. 6 ottobre 2011, n. 49.

L’autorizzazione unica n. 5001/2017 sarebbe illegittima in quanto fa ricadere la SRB in area del Piano di sviluppo per il 2014, e quindi risalente di oltre 4 anni.

Il motivo è infondato.

L’art. 9 citato attribuisce ai gestori telefonici la facoltà di aggiornare i propri precedenti programmi delle installazioni da realizzare che, in assenza di aggiornamento, conservano la loro validità.

Non sussiste, pertanto, sotto tale profilo, alcun motivo ostativo al rilascio dell'Autorizzazione da parte del Comune resistente, essendo le esigenze di pianificazione nazionale degli impianti e di copertura del servizio sul territorio già fatte proprie da Tim nel Piano di sviluppo 2014, senza necessità di aggiornamento.

5.6. Parimenti infondato è il quarto motivo, con il quale il ricorrente lamenta la mancata pubblicizzazione dell’istanza autorizzatoria di Tim ai sensi dell’art. 87, comma 4, d.lgs. 1 agosto 2003, n. 259, volta a consentire il contraddittorio endoprocedimentale.

L’esame di tutte le censure prospettate dal ricorrente conferma, ad avviso del Collegio, la legittimità delle determinazioni amministrative, giacché il ricorrente si lamenta dell’installazione dell’opera ex se senza esplicitare neppure in sede giudiziaria quali avrebbero potuto essere le possibili rettifiche e/o integrazioni né indica la presenza di siti alternativi che conseguentemente ad un contraddittorio endoprocedimentale l’Amministrazione avrebbe potuto recepire.

Al riguardo è fondata l'eccezione formulata ai sensi dell'art. 21 octies, comma 2, legge 7 agosto 1990, n. 241, essendo emerso in giudizio che il procedimento non avrebbe potuto avere esito diverso anche nel caso in cui fosse stato pubblicizzato l'avvio del procedimento.

6. In forza di tutte le considerazioni che precedono, il ricorso introduttivo deve essere dichiarato irricevibile per tardività e comunque infondato nel merito, l’atto di motivi aggiunti deve essere respinto perché infondato.

La complessità della vicenda contenziosa consente la compensazione integrale delle spese di lite fra le parti anche relativamente ai motivi aggiunti.

P.Q.M.

il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.

Compensa integralmente spese e onorari del giudizio fra le parti costituite.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Firenze nella camera di consiglio del giorno 18 settembre 2019 con l'intervento dei magistrati:

Manfredo Atzeni, Presidente, Estensore

Raffaello Gisondi, Consigliere

Giovanni Ricchiuto, Consigliere



IL PRESIDENTE, ESTENSORE
Manfredo Atzeni





IL SEGRETARIO





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